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Biella, 17 giugno 2022

Il caso di Federico Carboni


«Non nego che mi dispiace congedarmi dalla vita, sarei falso e bugiardo se dicessi il contrario perché la vita è fantastica e ne abbiamo una sola», ma «sono ora finalmente libero di volare dove voglio». Sono le ultime parole di Federico Carboni che ieri ha potuto accedere alla pratica del suicidio assistito. Amava la vita perché, come ha ricordato " ne abbiamo una sola" ma da 12 anni era tetraplegico a seguito di un incidente stradale. La sua cioe' non era più vita. In base alla sentenza della Corte Costituzionale del 2019 sul Fine Vita aveva chiesto di poter accedere al suicidio assistito che la Consulta ha dichiarato ammissibile per persone "con una malattia irreversibile, che sono tenute in vita da trattamenti medici di sostegno, che patiscono intollerabili sofferenze fisiche e psicologiche, ma che siano del tutto capaci di decidere liberamente e consapevolmente". Federico aveva chiesto di poter accedere al suicidio assistito. Dopo un calvario di due anni è stato autorizzato.
Questo succede perché, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale del 2019 il Parlamento non ha ancora approvato una legge che regoli il suicidio assistito, principalmente per responsabilità della destra. Quanto tempo deve ancora passare perché questo finalmente avvenga?

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