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Biella, 26 gennaio 2022

Quirinale 18: Chi ci guarda da fuori fatica a capire


Mettiamoci nei panni di un osservatore esterno che in questo momento cerchi di capire cosa sta succedendo in Italia con la elezione del Presidente della Repubblica e sforziamoci per un attimo di ragionare con la sua testa.
La prima cosa che mi viene da dire è che difficilmente comprenderà le ragioni del confronto politico in atto tra i partiti. Essendo un osservatore si sara' reso conto del perché nei mesi scorsi il Presidente Mattarella abbia dovuto dare l'incarico di formare il governo a Mario Draghi che in Europa e nel resto del mondo viene identificato come la persona che ha salvato l'euro e impedito che il debito pubblico di alcuni Paesi andasse del tutto fuori controllo.
Di fronte alla crisi dei governo Conte bis, provocata dal disimpegno di un signore che dopo essere stato segretario del PD ha deciso di fondare un altro partito, e al rischio di elezioni anticipate, una eventualità che assai difficilmente il sistema Italia avrebbe potuto sopportare, il saggio Mattarella si era rivolto all'unica personalità in grado di formare un esecutivo che in ragione della emergenza doveva affrontare, superasse momentaneamente li schema destra-sinistra.
Il suo governo nei primi mesi di attività è riuscito a fare cose importanti per il Paese: ha consentito al nostro Paese di tornare credibile, ha predisposto una parte dei provvedimenti necessari per ottenere dall'Unione le risorse che l'Unione Europea ha messo ha disposizione dell'Italia per uscire dalla gravissima crisi provocata dalla pandemia che in queste settimane con la variante Omicron è tornata a rialzare la testa e a fare morire le persone. Sempre più spesso però col passare del tempo alcuni partiti di maggioranza hanno operato dei distinguo, fatto questo che ha rallentato l'azione dell'esecutivo mentre altri hanno continuato ad assicurargli un sostegno leale pur non condividevo totalmente le misure che venivano adottate dal suo governo. È tipico dei governi di emergenza che nascono con finalità precise e coinvolgendo partiti che normalmente hanno collocazioni politiche diverse. Tutti sapevano che all'inizio del 2022 il Parlamento sarebbe stato chiamato ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Nei mesi scorsi il nome del premier Draghi, insieme a quello di Mattarella, che pero' per sgomberare il campo da ogni equivoco ha subito fatto sapere di essere contrario ad una sua rielezione, è stato non solo tra i più gettonati ma veniva quasi dato per scontato. Con l'approssimarsi della convocazione di Camera e Senato chiamati a scegliere il successore di Mattarella sono però venute delineandosi con maggiore chiarezza le posizioni dei vari partiti.e ha preso consistenza il partito che vuole che Draghi rimanga a Palazzo Chigi. Le motivazioni addotte non sono campate per aria
La principale di esse è che Draghi debba rimanere al suo posto per attuare il Pnnr. Altri sostengono che è anomalo che un premier possa essere eletto Presidente della Repubblica. Del partito che vuole che Draghi continui a fare il Presidente del Consiglio fanno parte la Lega, il M5S e Forza Italia. I maligni sostengono che questa sia il modo migliore di liberarsi per sempre di Draghi alle prossime elezioni che a quel punto non sara' più premier ne' tantomeno Presidente della Repubblica. La destra per alcuni giorni ha fatto credere che avrebbe sostenuto la candidatura di Berlusconi, un ipotesi che credo abbia fatto inorridire il nostro osservatore esterno il quale si sarà domandato se gli italiani non abbiano la predisposizione a farsi male da soli.
Inoltre immagino che si stia domandando se non sia più giusto mettere Draghi a disposizione del Paese per altri 7 anni tanto piu che i nomi che si stanno prendendo in considerazione per il nuovo Presidente della Repubblica non hanno la stessa credibilità internazionale e autorevolezza. Credo però anche che il nostro osservatore mantenga un tenue filo di speranza sulla capacità degli italiani di saper mandare al Quirinale la persona giusta.

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