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Biella, 25 gennaio 2022

Quirinale 17: il punto della situazione


Il centro destra ha sottoposto agli altri partiti una rosa di nomi: la Moratti, Carlo Nordio e Marcello Pera. Letta che aveva criticato la proposta di candidatura Berlusconi e ne aveva sollecitato il ritiro, ha dichiarato di apprezzarli ma ha subito precisato che nessuno dei tre può rappresentare la base per una intesa.
Nel senso che non sarà su questi nomi che potrà essere raggiunto un accordo. E neppure su quello della Casellati credo, attuale Presidente del Senato o di Casini.Se si ritiene che la personalità più autorevole, cioè Draghi, non possa farlo allora si dia un segnale di cambiamento vero, donna o uomo che sia.
Vedo però un rischio: che l'ostinazione con cui si ritiene che Draghi debba rimanere a Palazzo Chigi possa rappresentare " un boomerang " per l'Italia che alla fine si troverà senza Draghi né al Quirinale, né a Palazzo. Sfido chiunque a dimostrare che questa non sia una grande jattura per il nostro Paese. Ma questo è forse proprio l'obbiettivo di coloro che, magari dopo averlo criticato, ritengono che egli debba rimanere alla guida del governo e che l'unica alternativa a Draghi sia lo stesso Draghi.
Intendo riferirmi alla posizione della Lega e del Movimento 5 Stelle. La prima non solo ha ribadito che Draghi debba rimanere a Palazzo Chigi( facendo finta di sapere che nella migliore delle ipotesi rimarrà per 1 anno) ma è convinta che si debba andare verso un rimpasto dell'attuale esecutivo. Draghi giustamente non potrebbe mai accettarlo e semplicemente si farebbe da parte. Il M5S ancora stasera ha ribadito Draghi debba portare a termine l'azione di governo.
La mia impressione è che gli si chieda di rimanere per non ritrovarselo per 7 anni al Colle. Poco male se in questi mesi la politica avesse saputo rinnovarsi ma così non è per nessuno dei partiti. Insisto nessuno! I quali semplicemente hanno considerato Dtaghi una parentesi che oggi ritengono di poter chiudere.
Come se privarsi della credibilità internazionale di Draghi, del suo indiscusso prestigio e della sua autorevole nei rapporti con i Capi di Stato e di governo europei non avesse conseguenze negative per un Paese che continua ad avete un deficit di credibilità.
Per questo sono tra coloro che si augurano che i leaders che stanno trattando abbiano consapevolezza di convergere su Draghi o su un nome ( che nessuno finora ha saputo fare) di un Presidente in cui tutti gli italiani possano e vogliano riconoscersi.

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