Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 9 gennaio 2022

Le difficoltà di Biden e il ritorno di Trump


Joe Biden con un discorso durissimo a commemorato l’anniversario dell’assalto al Congresso, compiuto il 6 gennaio 2021 da un gruppo di sostenitori dell’ex presidente Donald Trump con l’intento di fermare il processo di certificazione delle elezioni presidenziali, vinte da Biden. Non era mai successo nella storia americana che un Presidente sconfitto cercasse in tutti i modi ( anche fornendo un appoggio politico e morale agli assaltatori) di delegittimare il Presidente eletto. In questi mesi, preoccupato di riconciliare il Paese che il trumpismo ha spaccato in due, Biden non era più tornato su quel 6 gennaio. Lo ha fatto quest'anno e l'impressione di tutti i commentatori è che il Presidente abbia deciso di cambiare linea. Ha accusato il suo predecessore di aver istigato i suoi sostenitori ad assaltare l’edificio del Congresso, e poi di non aver fatto niente per fermare le violenze. Soprattutto, lo ha accusato di aver cercato di sovvertire il processo elettorale, spargendo una «rete di menzogne» che ha coinvolto il suo elettorato. Un discorso durissimo e una serie di accuse pesantissime se si considera che sono rivolte ad una persona che è stata Presidente degli Stati Uniti.

"Un anno fa, in questo luogo sacro, la democrazia è stata attaccata. Il volere del popolo è stato messo sotto attacco. La costituzione, la nostra costituzione, ha dovuto affrontare la più grave delle minacce. […] Per la prima volta nella nostra storia, un presidente non ha soltanto perso un’elezione: ha cercato di sovvertire il pacifico trasferimento dei poteri, mentre una folla violenta entrava nel Campidoglio. Ma hanno fallito": quasi una accusa di aver favorito e appoggiato un colpo di Stato.
Da cosa nasce questo cambiamento di linea? Dalla difficoltà che sta incontrando la sua Presidenza, difficoltà che potrebbero riflettersi sulle elezioni di medio termine. Dalla preoccupazione che i democratici subiscano una dura sconfitta che complicherebbe ulteriormente i suoi rapporti con il Congresso. E, infine, la convinzione che Trump continui ad esercitare un potere incontrollato sul partiti Repubblica, disposto a perdonargli l'assalto al congresso sino al punto di banalizzarlo; un fatto questo che alimenta interrogativi preoccupanti sul futuro della democrazia americana. In una intervista su La Stampa il filosofo Michael Walzer lancia proprio su questo punto un grido di allarme e si augura che i repubblicani abbandonino Trump.

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