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Biella, 9 gennaio 2022

PD e Art. 1 verso una ricomposizione?


Art. 1 ha deciso di partecipare alle Agorà proposte da Letta che nelle intenzioni del segretario dem dovrebbero aprire una fase nuova del pd, coinvolgendo un pezzo della sinistra e della società civile. Insomma quelle forze che il renzismo aveva allontanato o non aveva avvicinato. L'analisi di Letta ( e alcune scelte lo dimostrano) e quella di Art. 1 convergono su un punto: a sinistra per smuovere le acque stagnanti della politica italiana c'è bisogno di un fatto nuovo che riaccenda la speranza in una prospettiva di vero cambiamento.
Servono nuove idee e una nuova classe dirigente che sappiamo rendere la sinistra attrattiva e capace di riconquistare la fiducia del suo popolo. Art.1 deciderà a marzo che sbocco dare a questo processo e cioè se dare un seguito alla prospettiva di rientrare nel Pd. Tale decisione non è affatto scontato ma non può prescindere da alcuni dati di fondo.
Il progetto di Art. 1 è fallito ed è da qui che occorra partire se non si vuole che la discussione sia sterile. Si possono avere diverse opinioni sulle ragioni di questo insuccesso, ma che di questo si sia trattato è difficilmente contestabile. L'ambizione originale era quella di intercettare il consenso degli elettori che alle ultime elezioni politiche non avrebbero votato per il pd renziano ma questo non è avvenuto. Quei voti in "libera uscita" e che sono alla base della sconfitta del renzismo sono andati al M5S.
Non serve al Paese, non serve alla sinistra ( che noi vogliamo unitaria e più forte), non serve al mondo del lavoro una forza dell'1% che rischia di ridursi a pura testimonianza.
In secondo luogo, io credo che abbiano ragione coloro che ritengono che la sconfitta del progetto di Renzi, che voleva trasformare il pd in una forza di centro, renda possibile l'apertura di una nuova fase e possa aiutare un processo di ricomposizione di ciò che il renzismo aveva diviso. Quel progetto è fallito grazie agli elettori che bocciando la politica di Renzi lo hanno costretto alle dimissioni.
Occorre naturalmente essere consapevoli dei limiti di Art. 1 e delle contraddizioni presenti nel pd.
Art. 1 rappresenta una piccola forza che non è mai riuscita a decollare e che oggi viene data all'1/2%. Rappresenta " un punto di vista" importante e le sue idee possono contribuire a rendere più chiaro il profilo politico-programmatico del pd ma limiti che ho ricordato. Per quanto il pd è del tutto evidente come il giudizio sul renzismo rappresenti un nervo scoperto. Lo dimostrano le reazioni alla riflessione compiuta in questi giorni da D'Alema che ha detto cose molto meno pesanti dei giudizi che su quella fase hanno espresso sia Zingaretti che lo stesso Letta. L'esortazione ad andare oltre, lasciandosi alle spalle la stagione delle polemiche è giusta purché le scelte politiche e programmatiche siano tali da rendere credibile e possibile la costruzione di una grande forza della sinistra.
Ricostruire una grande forza di sinistra che abbia l'ambizione di rappresentare un terzo dell'elettorato e che costituisca il perno di una alternativa alla destra: questa è la scommessa.
Serve però un Congresso definisca l'identità e il profilo politico programmatico del nuovo partito e in grado di riunire i cari spezzoni della sinistra, chiuda definitivamente una fase e ne apra un'altra del tutto nuova. Il Pd è passato da Renzi a Zingaretti e da Zingaretti a Letta senza mai avviare una discussione e riflessione di fondo e indicare un nuovo progetto e una nuova prospettiva. Nel frattempo Renzi ha persino abbandonato il pd e fondato un nuovo partito personale. I tempi per avviare una riflessione di fondo e indicare una nuova proposta sono più che maturi.

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