Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 3 gennaio 2022

La partita del Quirinale


La partita per il Quirinale adesso è iniziata davvero e per il Pd e la sinistra non è consentito sbagliare. Purtroppo il contesto entro il quale si svolgerà la elezione del nuovo Capo dello Stato è diverso da quello che 7 anni fa consenti' la elezione di Mattarella. Sono cambiati i rapporti di forza in Parlamento. Il PD ha il 18% contro il 25 % di allora; per di più ha subito l'emorragia di deputati e senatori che hanno aderito a Italia Viva. La preoccupazione principale è che il Pd non si divida e che Renzi non riesca a giocare di sponda.
La destra dovrà sciogliere il " nodo " Berlusconi e cioè decidere se sostenerlo davvero. Se così fosse la situazione rischia di ingarbugliarsi perché la sua candidatura spaccherebbe in due il Parlamento e il Paese. Per contro la saggia decisione di non ritenerlo un candidato adeguato dividerebbe il centrodestra, forse in maniera irreversibile, consegnando allo stesso Berlusconi la possibilità di diventare l'ago della bilancia nelle elezioni del nuovo Capo dello Stato.
Insomma una situazione intricata.
Non meno complicata e la situazione all'interno del centrosinistra. Il M5S, che pure avrà un peso determinante nella elezione del nuovo Capo dello Stato, si è limitato a indicare che vorrebbe una donna al Quirinale, mentre il Ministro degli Esteri ha sottolineato l'importanza che Draghi rimanga alla guida del governo. La stessa posizione pare abbiano espresso i Ministri pd non si sa se per intima convinzione politica o per timore che la elezione di Draghi al Quirinale possa aprire una crisi dall'esito incerto che potrebbe mettere in discussione il loro incarico ministeriale.
La sinistra dem e Art.1 sono della opinione che al Quirinale andrebbe eletta una personalità della politica e non hanno nascosto il loro gradimento nei confronti di Giuliano Amato, già Presidente del Consiglio e più volte Ministro con notevoli doti di equilibrio e un rapporto saldo con i principi costituzionali.
Questo, oltre a mettere in sicurezza la Presidenza della Repubblica, garantirebbe la prosecuzione della azione del governo Draghi, almeno così si spera. Io temo che questa sia una illusione. Al momento la soluzione Draghi rimane la più accreditata. Gode di un prestigio e di una credibilità internazionale che in questo momento nessun altro ha, neppure Amato che inoltre ha 83 anni. Continua a riscuotere il consenso della maggioranza relativa del Paese. Rimarrebbe al servizio delle Istituzioni per altri 7 anni e non solo per 1 anno, nella migliore delle ipotesi.

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