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Biella, 13 ottobre 2021

La Meloni e la strategia della tensione


La Meloni intervendo alla Camera dei Deputati dopo le dichiarazioni della Ministra Lamorgese, francamenteme deludenti, ha accusato il governo di voler alimentare una nuova strategia della tensione per colpire il suo partito. Inoltre ha aggiunto di non aver nulla da spartire con Forza Nuova ma si è ben guardata dall'invitare il governo mettere fuori legge il gruppo neofascista che aveva pianificato l'assalto alla sede della cgil. “Portateci da Landini o lo prendiamo noi” urlava Castellino alla folla prima di ordinare con speanghe e bastoni l'assalto alla cgil". Nessuno tra gli esponenti della destra si è finora associato alla proposta di mettere al bando Forza Nuova. Nessuno tra gli esponenti del centrodestra ha deciso di aderire alla manifestazione di sabato per dire che il Sindacato e il Paese non si faranno intimidire. Sembrano lontani mille anni luce gli anni nei quali la Lega di Bossi, che pure si era alleata con Forza Italia e Allenza Nazionale, partecipava alle manifestazioni del 25 Aprile dichiarandosi antifascita.
Ancora oggi Salvini ha sottolineato come non abbia piu senso parlare di fascismo/antifascismo come se le violenze compiute a Roma non avessero una matrice politica inconfondibile, come se su quel palco ad arringare la folla non vi fosse Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova. Del resto non fa forse parte della Lega di Salvini quel Durigon che ha proposto di intitolare la piazza della città di Latina al fratello del Duce e di cancellare i nomi di Falcone e Borsellino senza che Salvini abbia sentito la responsabilità di cacciarlo.dal suo partito?
In questo quadro l'accusa rivolta al governo di voler fomentare una strategia della tensione non rappresenta soltanto il tentativo di sollevare un gran polverone, ma qualcosa di molto più grave.
In Italia la strategia della tensione inizio' con la strage di Piazza Fontana che provoco' 17 morti e 88 feriti. Ad organizzarla e a pianificare lo stragismo furono pezzi deviati dello Stato in combutta con i neofascisti di Ordine Nuovo che si sono mossi all'unisono. Con un obbiettivo preciso: creare una situazione che potesse giustificare un Colpo di Stato. In quegli anni tentativi di sovvertire l'orientamento democratico con lo stragismo furono respinti da una straordinaria mobilitazione popolare promossa dai partiti democratici e dal Sindacato unitario che allora come oggi era uno dei bersagli dei gruppi neofascisti.
Allora come oggi i gruppi violenti strumentizzavano le paure e la crisi per indirizzarli contro lo Stato e le sue istituzioni. Per questo la risposta del governo deve essere duplice: isolare e colpire lo squadrismo fascista e dare una risposta alle paure e ai problemi di quei cittadini che la crisi ha spinto o sta spingendo ai margini della società per impedire una " saldatura" tra I primi e i secondi.

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