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Biella, 19 settembre 2021

Renzi voleva essere Cavour ma è diventato Alfano


Nel giro di pochissimo tempo Renzi è passato dall'essere un leader incontrastato del pd a Capo di un partititino che sfrutta la sua rendita di posizione per mantenere una certa visibilita' e potere.
Era entrato nell'agone della politica dichiarando che avrebbe cambiato l'Italia. Quello che successo è sotto gli occhi di tutti: le cose fatte dal suo governo nessuno se le ricorda o se vengono ricordate è solo per essere criticate anche se per mesi una certa narrazione ha cercato di farci credere il contrario. Ma il tempo è giudice.
Ha demolito le tutele del lavoro sulla base del teorema che questo sarebbe stato il
prezzo da pagare per liberare le imprese da vincoli ormai superati e per creare nuovo lavoro. Ha messo in piedi un sistema di incentivi a favore delle aziende che assumevano i giovani, che nella congiuntura positiva che il Paese stava attraversando, sarebbero stati assunti comunque, anziché utilizzare quei miliardi per realizzare una politica di investimenti in grado di innovare e allargare la base produttiva. Ingenti risorse pubbliche sono state impiegate nella maniera sbagliata, facendo delle regalie e sottraendole agli investimenti.
Oggi il leader di Italia è tra i principali critici della politica dei bonus ma lui quand'era al governo ne tesseva le lodi. Vi ricordate il bonus di 500 euro destinato ad insegnanti e giovani? Renzi propone di sottoporre a referendum il Reddito di Cittadinanza, che va riformato ma non eliminato perché misure di sostegno alla povertà esistono in tutta Europa; mi stupisco che nessuno gli chieda conto di come in molti casi siano stati spesi entrambi quei bonus. Un minimo di decenza gli imporrebbe di stare zitto. Per non parlare di quella autentica " porcata " che è stata la pseudo-riforma delle Province, cavallo di battaglia del populismo renziano. Nessuno ne parla, anche perché molti di coloro che ne hanno constatato il fallimento, all'epoca la difesero per dovere d'ufficio.Le Province vennero indicate come il simbolo della lotta alla casta che Renzi, per non essere da meno al M5S, aveva fatto sua a conferma del suo populismo. Il risultato è che non sono diminuiti i costi ma i servizi ai cittadini
Poi c'è il capitolo di Renzi " uomo di Stato " e cioè della riforma della Costituzione e dell'Italicum, bocciato in parte dalla Consulta. Forte del 40% dei voti ottenuti ( ma solo in quella occasione ) alle europee era convinto che la riforma della Costituzione e, il referendum che lui aveva voluto, si sarebbe trasformati in un plebiscito che avrebbe dovuto rappresentare il viatico per costruire una leadership che sarebbe durata anni. Credo che nel suo narcisismo e nella sua innata presunzione fosse convinto che l'onda lunga della europee gli avrebbe consentito di cambiare decide di articoli della Carta senza colpo ferire e di farsi approvare una legge elettorale costruita a immagine e somiglianza del pd. E' finita come sappiamo. Con una sonora sconfitta che ha segnato l'inizio della fine del renzismo. Sarebbe bastato aggredire, come alcuni costituzionalisti avevano proposto, alcune questioni, prima fra tutte il superamento del bicameralismo perfetto differenziando le funzioni di Camera e Senato, ridurre il numero dei parlamentari e fare chiarezza sulle competenze dello Stato e Regioni. Ma il sen. di Rignano si è sempre considerato uno specie di novello Cavour, invece è diventato il leader di un piccolo partito che si distingue per la sua politica corsara. Per fortuna gli italiani si sono resi conto di che pasta sia fatto e non sono più disposti a dargli un centesimo di credito. Infatti rimane incollato al 2% anche se la consistenza del suo gruppo parlamentare, che è rafforzato con i transfughi, è molto superiore. Aveva l'ambizione di diventare il nuovo Cavour e si è ritrovato a vestire I panni di Angelina Alfano.

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