Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






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Biella, 16 Settembre 2021

Green pass a tutti


Dal 15 ottobre l'talia sarà il primo Paese europeo in cui non si potrà entrare in fabbrica, in ufficio, negli studi professionali e in qualunque altro luogo di lavoro senza un green pass valido in mano. Io sono d'accordo perché la salute delle persone, il lavoro e la ripresa della economia si difendono così. Il vaccino si è dimostrato un antidoto efficace per combattere il Covid. Milioni di persone lo hanno fatto. Questa decisione ha consentito a ciascuno di noi di sentirsi finalmente più sicuro e, quindi, finalmente più libero. L'estensione dell'utilizzo del Green Pass era una delle due scelte possibili. L'altra è quella di introdurre l'obbligo di vaccinarsi. L'obbiettivo del governo è quello di incentivare le vaccinazioni per raggiungerre in due o tre settimane un numero di persone immunizzate così alto da consentire al nostro Paese di entrare " in zona di sicurezza" prima dell'autunno e di scongiurare una ripresa del contagio e, conseguentemente, il rischio di lockdown.
Dentro la maggioranza di governo, il certificato verde continua a risultare politicamente indigesto a Matteo Salvini e questa schizofrenia si riflette nei comportamenti altalenanti della Lega.Alla Camera il partito di Salvini ha votato contro il green pass a scuola; al Senato a favore anche perché. a Palazzo Madama, il governo ha posto la fiducia. Il punto è che la destra, sia quella al governo, sia quella che sta all'opposizione, in questi due anni ha sempre e solo saputo dire di No: al lockdown, alle mascherine, all'obbligo di vaccinarsi e al green pass. Ha ragione quindi il governatore della Liguria Giovanni Toti.quando, dopo aver ricordato che Lega e Fratelli d’Italia rappresentano l’architrave di un centrodestra che si candida a governare il Paese dopo Draghi, ha invitato i 2 partiti ad esprimere una cultura di governo e a non farsi condizionare dagli umori dei social. Anche il confronto con i sindacali è stato serrato e aspro. Cgil, Cisl e Uil chiedevano che i tamponi per coloro che non intendono vaccinarsi fossero gratuiti e a carico dello Stato, ma il presidente Mario Draghi ha tirato dritto. In una intervista il Segretario Generale della Uil ne spiegato le ragioni: " trattandosi di norme che attengono alla sicurezza nei luoghi è ingiusto che a pagare i tamponi siano i lavoratori ". È una posizione che non condivido perché in questo caso la causa della insicurezza nei luoghi di lavoro non è riconducibile ad una determinata organizzazione delle produzione o del lavoro, ma da chi ritiene di non doversi vaccinarsi rappresentando un pericolo per la salute dei suoi compagni di lavoro. Per di più il problema è facilmente risolvibile: basta vaccinarsi. Sarebbe quindi sbagliato che a pagare fossero lo Stato attraverso la fiscalita' generale e cioè anche quei lavoratori che viceversa hanno ritenuto di doversi vaccinare, col risultato di ridurre la propensione a vaccinarsi. Invece è proprio in queste settimane che occorre immunizzarsi perché a dicembre potrebbe essere troppo tardi.

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