Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 24 Aprile 2021

Wiva il 25 Aprile


Viva il 25 Aprile, Anniversario della Liberazione!

Domattina, accogliendo l'invito dell'Anpi, andrò da solo a deporre un vaso di fiori davanti alla lapine che ricorda i caduti di Piazza Martiri in occasione del 76° Anniversario della Liberazione. Per anni ho festeggiato il 25 Aprile partecipando alle manifestazioni organizzate dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia ma quest'anno per la seconda vota consecutiva non sarà cosi. Sono cresciuto in una famiglia di antifascisti e in un partito, il pci, che ha avuto un ruolo fondamentale nella lotta per liberare l'Italia; entrambi mi hanno trasmesso i valori della Resistenza, della libertà e della democrazia. Il fascismo aveva cancellato le libertà democratiche e umiliato il nostro Paese. È per restituirci la libertà e per dare al Paese una Costituzione avanzata che sono morti i ragazzi fucilati in Piazza Martiri.
Rina Valè, ( che ho avuto l'onore di conoscere), sorella di Pietro, uno dei partigiani fucilati quel giorno, ci ha lasciato una testimonianza drammatica:
“Arrivati in piazza, il 4 giugno 1944, una parte dei militi scese e si schierarono, quindi fecero scendere i prigionieri e il rimanente dei militi […] Mio fratello Pietro, allora, si tolse la giacca e la diede a Firmino [l’autista della corriera] […] Si rimboccò le maniche della camicia, poi chiese a Firmino se aveva una sigaretta: Firmino gliela accese e Pietro se la mise tra le labbra, poi prese sottobraccio Martino e Giovanni – gli altri due di Donato –, si avviarono verso il gruppo in centro della piazza nelle vicinanze del cumulo di terra che copriva il rifugio antiaereo […] i ragazzi vennero fucilati prima cinque, poi altri cinque che dovettero passare sui corpi dei primi cinque, e così fino al quarto gruppo formato dagli ultimi sei che dovettero assistere alla fucilazione, dei quindici compagni che li avevano preceduti, attendendo la loro […] Al termine dell’eccidio un graduato fascista passò e diede il cosiddetto «colpo di grazia» a tutti, scostando la testa dei morenti con un calcio del piede”. Per tutta la durata dell’esecuzione risuonò il fischio delle sirene dell’allarme antiaereo. I corpi dei ventuno partigiani furono lasciati sulla piazza, piantonati da tre militi del battaglione “Pontida”.
Questi 21 ragazzi hanno rinunciato alla loro vita per consentirci di vivere in un Paese Libero. Hanno sfidato il fascismo per consentire al nostro Paese di avere una Costituzione che mantiene, nella sua prima parte, una straordinaria attualità. Non solo non dobbiamo dimenticarcelo, ma dobbiamo impedire che la data del 25 Aprile venga derubricata. Fino ad un po' di tempo fa una tale eventualità sarebbe stata impensabile perché le radici dell'antifascismo erano piu solide. Oggi invece si fanno più insistenti i tentativi di cancellarne il valore e l'importanza, inquanto passaggio fondamentale per la costruzione dell'Italia democratica.
Dovrebbe preoccupare ogni sincero democratico il fatto che un pezzo della politica non consideri il 25 Aprile uno spartiacque per la semplice ragione che proviene da una storia e da partiti che prima della Liberazione stavano dall'altra parte della barricata. Anziché fare i conti con la tragedia del fascismo e trarne le inevitabili conseguenze vorrebbero cancellare e/ o archiviare il valore della Resistenza.
Così come dovrebbe preoccupare ogni sincero democratico e provocare un sussulto il diffondersi di posizioni filo fasciste, razziste e xenofobe.
Il Paese vive una condizione drammatica provocata dalla pandemia che ha assestato un colpo durissimo alla nostra economia. Per farvi fronte servirebbero lo spirito unitario, la visione e la lungimiranza che animo' i nostri Padri costituenti; bisognerebbe che tutti i partiti rinunciassero a ricercare il proprio tornaconto in nome dell'interesse generale ma anche questo non sta avvenendo ( o non sta avvenendo nella misura che sarebbe necessaria ).
Se anziché andare in montagna e rischiare o perdere la propria vita i partigiani si fossero comportati nello stesso modo il 25 Aprile non ci sarebbe stato. Non dimentichiamolo mai e continuiamo a lottare perché i suoi valori sono attuali più che mai.

Login