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Biella, 16 novembre 2020

Sanità pubblica e sanità privata?


Il San Raffaele di Milano ha attivato un servizio di diagnostica domiciliare con prelievo del sangue, radiografia, misurazione della saturazione e referto.
Il primo consulto da remoto - video o telefonico - costa 90 euro e poi, nel caso in cui il medico ritenga opportuni degli esami per valutare meglio le condizioni di salute del paziente, si può acquistare il pacchetto "diagnostica domiciliare" (che comprende prelievo del sangue, radiografia toracica, misurazione della saturazione e referto finale) a 450 euro. Il San Raffaele si inserisce in uno spazio lasciato vuoto dalla sanità pubblica e garantisce , a pagamento, quei servizi che la medicina territoriale, in particolare gli Usca, avrebbero dovuto assicurare. Ma siccome questo non è avvenuto (e comunque non è avvenuto come sarebbe stato necessario) ecco che il privato interviene per fare business.
Del resto non solo in Lombardia ma un po' ovunque si vanno diffondendo centri privati per effettuare i tamponi favoriti dal fatto che i tempi del pubblico che si allungano.
E' un film che abbiamo già visto in altre occasioni e che è la naturale conseguenza, non solo dei tagli che hanno massacrato la sanità pubblica, ma anche dei ritardi del governo e delle Regioni nell'affrontare la seconda ondata del contagi; seconda ondata che tutti avevano previsto ma che nessuno ha affrontato adeguatamente.
Per superare le difficoltà del nostro sistema sanitario e rilanciarlo servono massicci investimenti e una riscoperta del ruolo della programmazione. Anche per questo e' sempre piu incomprensibile la decisione di far cadere nel dimenticatoio la possibilità di utilizzare i soldi del Mes. Il governo ha dichiarato di voler stanziare nella prossima legge di bilancio 20/21 nuove risorse e questo è certamente positivo, ma per riorganizzare il sistema sanitario pubblico e promuovere una nuova sanità serve per altro: una visione e un progetto.
Naturalmente i privati sono liberi di offrire servizi sanitari, così come i cittadini sono liberi di decidere di rivolgersi ad essi, Ad una condizione però: che questo non avvenga perché il pubblico non è in grado garantirli in maniera adeguata.

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