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Biella, 10 giugno 2019

Le conseguenze del voto del 26 maggio in Regione


Nei prossimi giorni prenderà avvio la nuova legislatura regionale. Le novità saranno molte, in particolare due. La prima è che il Piemonte sarà governato dalla destra; una destra a trazione leghista, molto diversa dalla giunte dello stesso coloro che hanno governato nelle precedenti legislature.
In quelle Amministrazioni l'azionista di maggioranza era Forza Italia, anche quando governò Cota, esponente di primo piano della Lega. In questo caso invece Cirio sarà circondato da Assessori leghisti e di Fratelli d'Italia. Ci accorgeremo nel prosieguo della legislatura che non sarà una differenza da poco.
La seconda novità è rappresentata dal fatto che il centrosinistra e il PD biellesi non avranno alcun rappresentante in Consiglio Regionale.
È la prima volta che questo succede. In passato, infatti, il Pci/pds/ds e, in ultimo il PD, erano sempre riusciti ad eleggere un proprio rappresentante. Per tutta una fase gli unici partiti che riuscivano ad eleggere un proprio rappresentante erano stati la DC con Petrini e Squillario e il PCI/Pds/Ds con Fabbris, Acotto, Bortolin e Ronzani.
La stessa cosa era avvenuta con il Pds/ds e PD e con Forza Italia fino alle elezioni regionali vinte da Chiamparino. Questa volta non sarà così, purtroppo anche perché nella precedente legislatura non si è voluto/potuto riformare la legge elettorale, oltre per la riduzione del numero complessivo dei Consiglieri Regionali e per l'entità della sconfitta subita.
È un assenza che peserà non poco sugli sviluppi della politica locale e che da le dimensioni della sconfitta subita.

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