Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 18 aprile 2019

Berlinguer e la questione morale


"I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti."
É un passo dell'intervista che Enrico Berlinguer rilasciò  nel 1981 a Eugenio Scalfari, fondatore e all'epoca anche direttore del giornale La Repubblica. Il Segretario del PCI denunciava la "questione morale" e la trasformazione dei partiti in macchine per l'occupazione del potere.
Credo che rimanga tutt' ora di una grandissima attualità perché la situazione che denunciava il segretario comunista, non solo non si è attenuata ma si é aggravata.
I partiti a cui Berlinguer si riferiva non esistono piu; sono stati sostituiti da altri, che molto spesso si identificano con un leader, ma una certa idea di politica, il diffondersi  di certe pratiche, la proliferazione di correnti organizzare intese come strumenti di potere e attraverso le quali selezionare i gruppi dirigenti e decidere gli assetti di potere nei partiti, nello Stato e nei Consigli di Amministrazione non solo non sono venuti meno, ma sono sempre più  diffusi.
Anche da parte di chi, sia nella Prima che nella Seconda Repubblica, li aveva denunciati o si era candidato al governo del Paese o delle Comunità locali con l'obbiettivo di contrastarli ed estirparli. Berlinguer riteneva giustamente che le correnti fossero una delle cause del degrado della vita politica. Basta dare una occhiata al modo in cui sono organizzati molti partiti per capire come questo continui a rappresentare un problema. Molto spesso ci si iscrive ad una corrente, si conta e si fa carriera, magari senza aver avuto nessuna esperienza politica, in ragione della propria apparenza ad una di esse;  le correnti sono diventate  veri e propri partiti dentro i partiti che per funzionare,  avere visibilità,  fare proseliti e conquistare il potere  hanno bisogno di finanziarsi. Il Manuale Cencelli continua a tenere banco. Certe pratiche clientelari e di sottogoverno, che Berlinguer critica, continuano a informare i comportamenti politici e vengono utilizzate per acquisire o non perdere consensi. Vengono denunciate da chi sta all'opposizione o da chi annuncia il proprio ingresso in politica, salvo poi essere praticate una volta  al governo.
Sia chiaro: generalizzare sarebbe un errore, esistono ed esisteranno comportamenti irreprensibili da parte di molti che si dedicano all'attività politica e al governo della cosa pubblica, ma la politica è sempre meno capace di proporre una visione di società, progetti e pensieri lunghi,e si dedica alla gestione del potere e a proporre ai cittadini vantaggi immediati.
La crisi e il distacco dalla politica nascono da questo. Servirebbe una "rigenerazione" profonda, ma una parte di coloro che dovrebbero realizzarla sono i primi a non volerlo o a volerlo solo a parole perche dovrebbero essere i primi a  mettersi (o a essere messi ) in discussione.

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