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Biella, 11 marzo 2018

Liberi e Uguali e la riflessione a sinistra


Liberi e Uguali non ha raggiunto l'obbiettivo di intercettare i voti in uscita dal Pd e di mantenerli nell'ambito del perimetro del centro sinistra.
Aveva previsto il crollo del Pd che ha assunto dimensioni enormi, ma non è apparsa sufficientemente credibile.
Intendiamoci: aver raccolto in poco più di 2 mesi più di 1 milione di voti non è assolutamente disprezzabile. Sono pochi per poter dire che la Sinistra si è riorganizzata sotto le sue bandiere, ma sono sufficienti per poter dire che ha tentato di dare una risposta ad un problema reale e che pertanto il progetto non era sbagliato.
Le cause di questo insuccesso sono numerose.
Alcune difficoltà e limiti erano già emersi nel corso della stessa campagna elettorale: il ritardo con cui ci si è presentati gli elettori, dopo mesi di discussioni attorno alla candidatura di Pisapia; una insufficiente chiarezza politico-programmatica sui temi che pure avrebbero dovuto caratterizzare una forza come Liberi Uguali, ma soprattutto il fatto di aver contribuito in un recente passato a determinare le scelte e le politiche che ci si proponeva giustamente di cambiare.
Tra chi come il M5S indicava la necessità di riscrivere le politiche del lavoro, dopo averle contrastare in Parlamento e chi, come Liberi e Uguali, si proponeva di farlo dopo averle in parte votate, seppure per disciplina di partito, gli elettori hanno ritenuto più credibili Di Maio e il suo partito.
Come dimostrano alcune prime analisi sugli spostamenti elettorali più di 1 milione e 600 mila voti sono passati dal Pd al M5S. Renzi ha perso 5 milioni rispetto alle Politiche del 2013.
Questo enorme spostamento di voti che mette in discussione i tradizionali insediamenti sociali/elettorali e le regioni di riferimento del Pd e della sinistra (prima le fabbriche, poi gli insegnati e il pubblico impiego e le regioni " rosse") ha rappresentato una vera e propria rottura nel rapporto tra la sinistra e i suoi elettori.
Largamente prevedibile dato che i segnali erano stati più d'uno in questi ultimi anni. Invece ci si é autosuggestionati raccontando realtà che esisteva soltanto nella propria fantasia.
Interi nuclei famigliari che nelle elezioni precedenti avevano sempre votato Pci/pds/ds e pd hanno cambiato partito. Racconto un episodio che più di tante parole da la misura della profondità della scossa tellurica che si è verificata e di come la fase di ricostruzione sia difficile e dall'esito per nulla scontato.
È la storia di un pensionato che aveva sempre votato a sinistra e che questa volta con tutta la sua famiglia ( moglie, la figlia e il genero e i nipoti) ha votato per i 5 Stelle. I suoi due nipoti con più di 30 anni continuano a vivere di lavori precari . Lui di lavoretti, la moglie in una cooperativa .Senza l'aiuto dei nonni non potrebbero continuare a pagare il mutuo della casa. Rappresentano lo spaccato di quel pezzo dell'Itali che si è sentito abbandonato dalla Sinistra.
Se si vuole ricostruire e rientrare in sintonia con il Paese è da qui che bisogna ripartire. Per questo non basta sostituire Renzi con un leader meno arrogante. Bisogna cambiare le politiche, elaborare un nuovo pensiero e individuare gli strumenti con cui rimettersi in sintonia con la società, le donne e gli uomini in carne ed ossa. Liberi Uguali deve partecipare con le proprie idee alla riorganizzazione unitariadel campo del centro sinistra e alla definizione di una nuova proposta per Paese. Non sarà una impresa facile, ma non esistono scorciatoie perché la sconfitta non è stata solo elettorale.

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